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| In questa sezione vengono indicati una serie di accorgimenti utilizzabili per migliorare le qualità spaziali del bagno. Sono accorgimenti che incidono sugli aspetti percettivi, quindi soggettivi e passibili di interpretazioni moltepilici e discordi. Ogni diversa cultura propone infatti per il bagno uno o più diversi modelli spaziali e comportamentali, legati prevalentemente alle divere modlaità di rapporto con la propria corporeità e con le convenzioni di tipo sociale che questo tipo di rapporto determina. Nella nostra cultura (recente) il bagno viene vissuto come luogo della separatezza: un ambito di privatezza in cui l’individuo vive una condizione di isolamento che riveste un duplice significato: protezione delle propria immagine e della propria intimità (in positivo), ma anche confronto con la propria fragilità e inadeguatezza (in negativo). Lo spazio costruito non è indifferente nella composizione di questa apparente contraddizione; un’adeguata articolazione dell’insieme di elementi che concorrono a costituire la nostra percezione del bagno può mitigare quegli effetti negativi che maggiormente incidono quando un soggetto si sente in particolari condizioni di svantaggio o disagio. E’ inoltre importante rimarcare come questa condizione di difficoltà possa realizzarsi in qualsiasi momento della nostra vita, e per periodi più o meno lunghi; non si tratta qiindi di intervenire con una corretta progettazione su un universo separato, l’universo dell’handicap, ma sull’aspetto multiversale della vita di ogni individuo. |
| La percezione dell'ambiente: come intervenire |
| Il bagno è un luogo specializzato all’interno del nostro abitato quotidiano: come tale dipende da alcune componenti fisiche che influenzano direttamente sia le nostre azioni, sia il nostro modo di percepire lo spazio. Le componenti che coinvolgono direttamente il progettista sono: |
| Materiali | Il bagno è il luogo dell'acqua. I materiali sono adeguati a questa funzione: non porosi, resistenti, adatti a sostenere il continuo passaggio dei flussi legati ai liquidi. Questa specializzazione monofunzionale, se esasperata e banalizzata, induce una percezione di inospitalità e di limitazione temporale all'uso: un luogo “freddo” che non “ospita” (ci resto solo il tempo indispensabile per...). Un bagno “caldo” è invece un luogo in cui è piacevole trattenersi, agendo quindi con la dovuta tranquillità, è un luogo che associa al flusso dell'acqua il calore del fuoco: per il colore dei materiali, per la presenza di componenti realizzati in materiali organici (ad es. in legno), per la scelta cromatica del tipo di illuminazione o di arredo. Questi accorgimenti producono un senso di accoglienza che agisce positivamente sia sulla permanenza, sia sul proprio senso di competenza (posso fare tutto con la calma necessaria...) | |
| Colori | L'aspetto cromatico gioca un ruolo essenziale. Spesso il bagno è bianco, per un istintivo desiderio di “igiene”: questa scelta produce un effetto di “ospedalizzazione” dell'ambiente, con il corollario di perfezione e pulizia che associamo al colore bianco. Questa aspettativa risulta invece spesso disattesa per la difficoltà tecnica della pulizia; qualsiasi “imperfezione” o “traccia” si nota e si evidenzia (anche un capello scuro), e le route stesse di una carozzina possono sporcare e lasciare segni in gomma sul pavimento. Si ottiene cioèl'effetto contrario di trascuratezza e scarsa igiene. Tinte tenui invece producono un ambiente meno “abbagliante” e “riflettente”, riducendol'impatto delle inevitabili imperfezioni (di montaggio, di pulizia, di utilizzo). | |
| Illuminazione | Una luce abbagliante produce una reazione istintiva di difesa: a livello corporeo con la contrazione dei muscoli oculari, a livello psichico per la eccessiva definizione di tutti gli aspetti di “imprecisone” del proprio sé; al contrario, una luce avvolgente e non intensa rilassa la visione, specie se accordata cromaticamente con l’ambiente per tonalità di resa. Anche una fonte monodirezionale impoverisce lo spazio, creando diffuse zone d’ombra: una doppia sorgente luminosa (per es; punto parete e punto specchio in accensione simultanea) attenua questo difetto e produce la sensazione di uno spazio più articolato (contrastando il carattere bidimensione del bagno pubblico, di norma rettangolare) | |
| Temperatura | Il bagno è un luogo di esposizione della propria nudità: non va trascurato l’impatto climatico, che deve essere gradevole e accogliente. Nella scelta del sistema di riscaldamento va posta attenzione all’ingombro di manovra, che spesso è compromesso dalla posa di termosifoni non inseriti nella progettazione e demandati spesso alla mera cultura esecutiva dell’appaltatore. | |
| Arredi e attrezzature | Per la parte funzionale si rimanda alle precedenti Check-List; ciò che rileva in questo ambito è la cura nella scelta di elementi di qualità. I parametri essenziali sono la durabilità e la facilità di utilizzo. Quest’ultimo aspetto è fondamentale in quanto non deve creare un senso di incompetenza nel fruitore. L’impugnatura deve essere immediata e salda, l’applicazione di forza ridotta e calibrata secondo una direzione che non comporti difficili torsioni, i meccanismi di azionamento intuitivi e facilmente ripetibili. Quanto detto vale per comandi idraulici, ausili, apparecchiature elettriche, sino alla scelta della maniglia stessa della porta. |
| La risultante psico-fisica: gli obbiettivi da perseguire |
| Senso di sicurezza | Luogo della ricomposizione protetta dell’immagine di sé Il bagno è un luogo di protetto e di riservatezza, ma questo non deve creare una sensazione di isolamento. Vanno evidenziati quindi i dispositiv di sicurezza (una serratura semplice e sicura, il pulsante di chiamata per le emergenze facile da individuare, una illuminazione adeguata anche in prossimità del bagno), ma al tempo stesso trasmesso il senso di una presenza e di una cura da parte di un ente “custode”. Sono semplici accorgimenti: la presenza del foglio con le firme dei responsabili della pulizia, una pianta nell’antibagno, un piccolo quadro appeso alla parete. Piccoli segnali di una attenzione costante e scrupolosa. |
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| Senso di igiene | Luogo della fragilità Il bagno pubblico è il luogo in cui la nostra vulnerabilità viene a contatto con la carne degli altri. Il senso di igiene non è solo un desiderio, è invece una necessità per una larga fascia di fruitori. Bambini, anziani, soggetti trapiantati o in trattamento con farmaci immunodepressivi, hanno la necessità di muoversi in un ambiente il più igienizzato possibile. Oltre alla periodica pulizia sono importanti sia i dispositvi di igiene (copritavoletta, salviette, scopino etc.), sia la scelta di materiali facili da pulire e posati con soluzioni che non presentino zone difficili da raggiungere con i normali attrezzi di pulizia (giunti, angoli, cornici etc.). |
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| Senso di competenza | Luogo della gestione coordinata delle tecniche legate all’acqua Il bagno è principalmente questo; ogni relazione tra noi e le apparecchiature che ci circondano deve essere semplice e ripetibile ovunque. Può essere una dichiarazione contraria ad un certo design “estremo” e minimale, ma la scelta delle soluzioni più diffuse per un bagno pubblico ci sembra la più adeguata per un’utenza diversificata per età e culture. Comandi dei miscelatori, pulsanti per lo scarico, dispenser per i detergenti, comandi per gli asciugamani elettrici devono essere scelti con attenzione ponendosi dal punto di vista dell’utente (e del manutentore, spesso in difficoltà); patire un senso di incompetenza per persone anziane o in condizioni di svantaggio costituisce un handicap che una corretta progettazione può facilmente evitare. |